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Cosa dire? Solo questo: Viviamo! Lo so, non possiamo fare altrimenti, non possiamo fare a meno di non vivere. Io però non l’intendo solo in questo modo. L’intendo piuttosto così: facciamo del 2015 un anno di fratellanza, fratellanza locale e universale; facciamo un anno di viaggi, di lettura, di scoperte; un anno di esperimenti, un
Witold Gombrowicz, il filosofo esistenzialista polacco, non esiterebbe un solo istante quando scrive: “La Divina Commedia non vale un fico secco.” Perché, ci chiediamo noi, la Divina Commedia non vale un fico secco? Ed è proprio questo, in quello che segue, che cercheremo di capire. Siamo nel 1969, siamo nel sud della Francia e siamo
Francis Sgambelluri Il testamento di Orazio Guglielmini Il Paese delle meraviglie Libro quarto
Nasciamo, cresciamo, moriamo; ci innamoriamo, disinnamoriamo e riinnamoriamo di nuovo; iniziamo a lavorare come contadini, poi in fabbrica e poi a fare i fruttivendoli: la vita, un cambiamento continuo, nulla è fermo, da quando ho iniziato a scrivere questo paragrafo le mie cellule sono cambiate milioni di volte. Non c’è nulla di fisso, di stabile
La fenomenologia dell’amore è complessa, intricata, piena di cause, effetti e ragioni nascoste. È una ragnatela, una trappola mortale se non si è preparati a questo delizioso paradiso o inferno a due. Quando un uomo e una donna s’innamorano, si sa, è tutto facile. Ma le cose non restano sempre così. Le insidie nascoste appariranno
E che tipo di amore è mai questo, l’amore che si possiede? Ti posseggo, quindi ti amo. Ma questo non è amore. È l’amore del padrone che non può essere padrone senza avere degli schiavi. Ti amo perché sei mio. L’amore qui si confonde, appunto, con il possesso. Mi dai da mangiare, quindi ti amo.
Questo, il conformismo, in una parola, è un flagello. “Insomma,” fa lei a lui arrabbiata ma ancora composta, “vuoi amare o vuoi far finta di amare? Vuoi fare il marito o vuoi far finta di fare il marito? Vuoi scimmiottare gli altri o vuoi essere te stesso? Deciditi. La vita non dura un’eternità. Perché, devi
Mi viene da ridere quando sento gente dire che il loro amore è durato una vita. Mi viene subito voglia di chiedere: che tipo di amore era il vostro? Un amore grande, intrigato e pieno di passione oppure un amore di due impotenti, di due persone che subiscono alla lettera il condizionamento del branco al
Il Titanic navigava in altomare; la Costa Concordia navigava in una pozza d’acqua calmissima e a due passi dalla terra; il Titanic, nel 1912, non aveva tutte le tecnologie che oggi, nel 2012, esistono; la Costa Concordia, infatti, aveva tutta la scienza moderna a sua disposizione. Di più. Il Titanic aveva un personale pronto, all’altezza
Il matrimonio, comunque lo si veda, è sempre e sempre un atto di volontà che, col tempo, si trasforma inevitabilmente in dovere. Il dovere è obbligo e fare l’amore per obbligo è la cosa più ripugnante al mondo. In natura, due animali, non lo farebbero mai. Il matrimonio ha trasformato le donne in prostitute e
Questo dovrebbe essere il motto dell’umanità, di quella specie che va sotto il nome di esseri umani, ma lo è? No, non lo è. In questo medesimo istante milgliaia di bambini, adulti e vecchi muoiono letteralmente di fame: nostri fratelli, nostri simili, nostri compagni di sorte; in questo medesimo istante la desertificazione avanza in ogni
La domanda è d’obbligo: cosa siamo noi in un Universo come il nostro? E la risposta non può essere che siamo, vita natural durante, un punto interrogativo. L’uomo, lungo tutto il suo cammino, non ha fatto altro che porsi domande: chi sono? da dove vengo? dove vado?, domande che, purtroppo, sono rimaste senza risposta per
Bisogna amare, imparare ad amare per apprezzare ogni miliardesimo di secondo della nostra Vita. Guai a sprecarlo. È un miliardesimo di secondo perduto ed è un enorme e imperdonabile spreco, perché ogni istante ha un valore cosmico. Dobbiamo imparare a dischiuderci, a sbocciare come un fiore e spargere i nostri pistilli e petali profumati nell’immenso.
Solo in vita, solo mentre si è in vita, Rossi, si può dare un senso alla vita. Quando siamo noi gli artefici della nostra vita, ci sentiamo coinvolti in qualcosa di stupendo: stiamo vivendo e scrivendo la nostra storia, siamo noi i protagonisti di noi stessi. La nostra vita non è fiction, non è fantasia,
Non i miei dogmi, Rossi, che li ritengo tutt’altra cosa, ma la mia credenza. Questa è semplice. L’ho sempre nutrita di cose concrete. Quest’abbraccio totale e sentito con l’universo dei fenomeni ha formato la mia credenza, la mia fede, la mia visione delle cose e del mondo e, in ultimo, i miei imperativi e la
Ieri sera, 19 novembre 2011, sentendomi bene e di ottimo umore, dopo aver trascorso una stupenda giornata a camminare in montagna, ho deciso di guardare “Che tempo che fa” su Raitre. C’era, tra gli ospiti che presentavano i loro lavori al mercato della tv, anche Andrea Bocelli. È uno dei miei cantanti preferiti. La sua
Orazio Guglielmini scrive a Rossi. Ti ho parlato di tante cose in questa Lettera, Rossi, ma non mi sono ancora espresso sull’amore. Neppure tu, se ben ricordo, me ne hai parlato nella tua lettera. L’amore o ciò che viene chiamato amore, con poche eccezioni, nel Pdm (Il Paese delle meraviglie) funziona, grosso modo, in questa
Era nata e cresciuta in una famiglia di periferia. Dura da bambina, dolce da adulta. Anche se era carina con lei, la madre non le piaceva, adorava il padre. Una volta gli chiese, doveva avere dodici anni, di insegnarle cos’era il sesso. Lui, come risposta, le aveva dato uno schiaffo. Non se l’era presa, aveva
Bisogna distinguere, capire, capire chi è chi in questo mondo, perché non c’è più dubbio o ragione che tenga. È tutto chiaro. Anzi è chiarissimo, è chiarissimo che il sudore dei lavoratori dev’essere gestito solo e solo dai lavoratori. Unicamente loro sono quelli che producono, unicamente loro conoscono il prezzo di ciò che producono, unicamente